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Il futuro della pizza in teglia

La cultura della pizza in Italia è fortissima. La rivoluzione qualitativa della pizza napoletana avvenuta negli ultimi dieci anni la porta oggi in cima ai desideri dei consumatori. Assistiamo però anche alla riscossa della pizza in teglia. Ogni cittadina, piccola o grande che sia, vanta tanti indirizzi dove acquistarne. Oggi si moltiplicano le insegne che offrono una bella qualità. Questo anche grazie alla visione di alcuni maestri tra cui Gabriele Bonci, uno dei più comunicativi pizzaioli del panorama italiano, sempre disponibile a formare giovani volenterosi. Un vero caposcuola.

 

La pizza in teglia ha le caratteristiche per espandersi sempre più in futuro, sia in Italia che all’estero. Abbiamo già parlato, nella news letter n. 2, del successo dello stesso Bonci a Chicago e di San Matteo a New York. Anche in Campania, terra che da sempre ha amato la morbida e scioglievole tonda cotta sul piano del forno, assistiamo al consolidamento di realtà storiche e all’apertura di nuovi format nella stessa Napoli e in provincia. Citiamo ad esempio Sciuè a Pomigliano D’Arco e Delicious a Cava de’ Tirreni. Consolidati imprenditori colgono l’opportunità di questa tipologia. L’investimento sul locale non è elevato, essendo un prodotto che si consuma come uno street food, al volo, o take away. Permette una buona marginalità, incontra il gusto contemporaneo. Permette inoltre la possibilità di gestire gli orari di punta grazie alla tecnica di preparazione in più fasi.

 

Come sempre il successo lo raccoglie chi unisce ad un buon modello di business anche un’elevata qualità dei prodotti utilizzati e del servizio. Si apre dunque l’epoca della pizza in teglia? Noi pensiamo di si.

 

di Barbara Guerra

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