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Latteria Sorrentina: il sapore della qualità e della freschezza

di Laura Guerra

 

Una bella storia familiare tiene insieme una filiera produttiva nel tempo, ogni generazione figlia del suo tempo aggiunge un tassello per stare al passo con i tempi che impongono novità.

l risultato è che i prodotti – fiordilatte, mozzarella, ricotta, affumicati, formaggi freschi – sono per incarto, sapore, profumo e marchio sempre gli stessi. Risentire quel gusto è piacevole, rassicurante, confortevole e crea la memoria di una bontà da riassaporare ancora. Come si raggiunge e si mantiene questo risultato. Ne parliamo con Giovanni Amodio, Chief Marketing Officer di Latteria Sorrentina.

  • Come si porta nel banco sempre lo stesso sapore e la stessa qualità?

“Salvaguardiamo un ventaglio di sapori garantito dall’esperienza e da gesti produttivi quotidiani, ogni giorno raccogliamo il latte fresco che arriva dagli allevatori con cui lavoriamo e ogni giorno metodicamente effettuiamo le stesse operazioni di controllo della qualità che fanno parte del nostro bagaglio dal 1880 e le abbiamo rese sempre più moderne. La tecnologia aiuta se la si comprende e la si usa in modo appropriato”.

  • Uguali nel tempo e al passo con i tempi che cambiano?

“È quello che facciamo ormai da 130 anni ininterrottamente e da cinque generazioni. Il know how essenziale per poter assicurare lo stesso sapore e la stessa qualità ai nostri clienti.

Ogni generazione, in questo senso, ha aggiunto un tassello nel corso degli anni alla realizzazione dei latticini e anche se indichiamo nel 1880 la data certa di inizio dell’attività del caseificio, sui Monti Lattari, a Pimonte e a Moiano, già nel 1825 Michele Amodio aveva avviato l’attività casearia sopra Vico Equense. Da quel tempo arriva la nostra conoscenza del latte poiché l’intera zona era quasi del tutto vocata alla produzione di fiordilatte con le famose mucche ageroline.

Alla conoscenza del latte e dei processi di trasformazione della materia prima si aggiunge la necessità di soddisfare un maggiore numero di clienti e Francesco Amodio a Pimonte fa crescere il caseificio. La produzione tradizionale ha un nuovo elemento, il marketing. Che si scontra con conformazione del territorio e la logistica di trasporto. Francesco Amodio gira a cavallo per accelerare le consegne e portarle nell’area vesuviana. Se ne innamora e negli anni ’30 trasferisce il caseificio a Sant’Anastasia.

Dal punto di vista della produzione cambia poco, ma permette negli anni ’60 a Ciro, il figlio di Francesco, quindi mio nonno, di trasferire il caseificio in zona Madonnelle, sempre a Sant’Anastasia, e di migliorare ancora di più il rapporto tra produzione e vendita. Così i suoi 7 figli Francesco (ma tutti lo conoscono come Franco, cioè mio padre), Pasquale, Massimo, Michelangelo, Maurizio, Enrico e Fausto possono diversificare e specializzare le attività della nuova società, la Ciro Amodio”.

  • La qualità si basa su un controllo capillare?

“La possibilità di controllare la filiera completa, dalla raccolta del latte alla distribuzione presso i clienti Horeca e i nostri punti vendita ci permette di monitorare costantemente il prodotto. I migliori controllori dei nostri fiordilatte – il Fiordilatte di Napoli, il Fiordilatte dei Monti, il Fiordilatte della Penisolasiamo senz’altro noi con i casari e i tecnici, ma lo sono anche i nostri moltissimi clienti”.

  • Come una rete di distribuzione ampia come la vostra interagisce con i consumatori?

“La mia generazione ha potenziato l’elemento di condivisione dei risultati sfruttando i canali di comunicazione moderni, i social, Whatsapp, le mail per un controllo di soddisfazione che diventa un controllo di qualità dei prodotti. Facciamo molto di più che assicurarci che un fiordilatte risponda ai requisiti normativi perché il gradimento che ci viene espresso ha una connotazione soggettiva che consente di diversificare i prodotti in un circolo virtuoso con le lavorazioni della tradizione.

I nostri fiordilatte sono proprio diversi per indole e per sapori. E per destinazione assicurate da quelle antiche lavorazioni che oggi riproponiamo fedelmente. L’imprevisto artigianale di una lavorazione come la nostra è diventato il segno di una cura particolare nella trasformazione del latte. Diciamo che siamo attenti a replicare ogni giorno la certezza che non si verifichi un imprevisto perché sappiamo che il latte è un prodotto naturale: ci sono le mucche, non i distributori automatici. E ogni giorno è un giorno diverso dal precedente e da quello che seguirà. Siamo bravi ad ascoltare tutta la filiera. È questo il segreto della nostra replicabilità”.

 

 

 

 

 

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