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“Donne è il momento di prendersi la scena”.

L’appello alla rivoluzione gentile di Donatella Cinelli Colombini.

L’Associazione Nazionale Le Donne del Vino è entrata nel quarto decennio di attività rieleggendo alla presidenza Donatella Cinelli Colombini.

Trenta anni di progetti e idee, 830 associate fra produttrici, enotecarie, ristoratrici, sommelier, giornaliste ed esperte ne fanno la prima e più importante rete femminile attiva in Italia nel comparto della produzione, diffusione e valorizzazione del vino.

La presidente, senese, porta uno dei cognomi più importanti della tradizione vitivinicola dell’area del Brunello di Montalcino ed è stata la prima produttrice a creare e a guidare una cantina formata da un gruppo di lavoro di sole donne.

Punterà, insieme alle socie elette negli organi operativi, alla rivoluzione gentile per rafforzare non solo la presenza ma la leadership femminile, realizzando programmi che valorizzano le giovani e scommettono sull’internazionalizzazione.

 

“Sul primo obiettivo siamo già pronte – spiega – presenteremo a Vinitaly otto vini creati da giovani donne wine maker capaci di raccontare lo straordinario contributo di valori, creatività e talento apportato della nuova generazione rosa dell’enologia italiana. Sono vini creati da professioniste sotto i 40 anni in zone molto diverse d’Italia. Alcuni hanno già raggiunto il successo, altri stanno creando delle autentiche tendenze e in certi casi sono delle sorprendenti rivelazioni. La degustazione sarà guidata da Ian D’Agata e permetterà di apprezzare le scelte coraggiose di giovani donne che con la loro vicenda personale e le loro scelte enologiche stanno puntando veramente in alto”.

 

L’internazionalizzazione passa per il protagonismo delle donne che sono abituate a fare ma non ad esserci. “E’ il tempo – raccomanda la presidente – di prendersi la scena, di andare nei contesti esteri, di accettare inviti e competizioni, smettendo di lasciare le occasioni pubbliche agli uomini”.

 

Obiettivo perseguito con una serie di azioni: l’organizzazione a Milano a novembre, del Primo Forum Internazionale delle Donne del Vino; la firma di un protocollo per le attività di sharing con le associazioni omologhe europee; la scelta delle socie che faranno le giurate ad importanti concorsi enologici in Giappone e in Canada; una missione a Malta.

 

Le delegazioni regionali poi sono impegnate a declinare il tema dell’anno “Donne Vino e Design” che sarà il claim della festa finale di Vinitaly e del convegno nazionale sull’Etna in programma dal 28 al 30 giugno. Un calendario fitto, pensato per offrire mettere in luce attività e talenti, capacità e visioni delle donne che guidano 1/3 delle cantine italiane, sono la metà della forza lavoro in agricoltura, sempre più numerose frequentano le facoltà di agraria ma segnano una presenza bassa nei consigli di amministrazione aziendali e nei ruoli decisionali della filiera.

 

“La questione è sociale e culturale – conclude la presidente Cinelli Colombini – l’Italia vive un forte ritardo, in altri paesi europei le donne vengono messe in condizioni di competere, hanno a disposizione servizi sociali efficienti, incentivi, reti infrastrutturali e logistiche che funzionano e semplificano le procedure aziendali. Da noi una donna è ancora costretta a scegliere fra maternità e carriera, cura dei figli e dei genitori anziani e lavoro; famiglia e azienda. Spesso della coppia è la più brava ma da lei tutto il contesto sociale si aspetta una rinuncia. E’il momento di cambiare le cose, insieme; anche insieme agli uomini”.

 

Laura Guerra

 

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