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I primi cento anni della famiglia Di Porzio

di Emanuela Sorrentino

Il legame con i clienti che passa attraverso i rapporti familiari dei titolari e si tramanda di generazione in generazione. La famiglia Di Porzio, o meglio la coesione della famiglia, è la forza del ristorante Umberto in via Alabardieri, nel quartiere Chiaia a Napoli.

Una storia che inizia nel 1916, quando Ermelinda e Umberto Di Porzio aprirono un piccolo locale conosciuto come la trattoria di “Don Umberto”, poi è toccato ai loro figli e ora alla guida ci sono i nipoti dei fondatori. E come per i titolari, lo stesso avviene per i clienti: prima i nonni, poi i genitori ed ora i figli con i nipoti sono tra gli abituali frequentatori del locale.

«Gestiamo il ristorante con la passione e la competenza che ci si può attendere da una famiglia impegnata da più di un secolo nell’accoglienza e nella riproposizione delle ricette, dei vini e dei piatti della cultura enogastronomica partenopea», è questo il benvenuto che si legge sul sito web del locale ed è l’essenza del pensiero di Massimo Di Porzio, amministratore del ristorante Umberto, dove lavora quotidianamente con le sorelle.

«Oltre al buon cibo e alla pizza fatta con lievito madre naturale e con pochi e freschissimi ingredienti soprattutto locali, come dai dettami tradizionali salvaguardati dall’associazione di cui faccio parte – spiega Di Porzio, vicepresidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana – è il valore emozionale che fa la differenza, un valore che solo anni di gestione familiare può trasmettere a noi titolari, ma anche e soprattutto ai clienti.

Siamo sempre stati abituati a vivere il ristorante come nostra seconda casa. Ricordo con i miei genitori Maria e Giuseppe i giorni di festa trascorsi qui con le mie sorelle Lorella, Roberta e Linda che ancora oggi sono presenti: Lorella mi affianca e si occupa di spese, approvvigionamenti e scelta dei vini, Roberta ci coadiuva nelle decisioni da prendere e Linda fa l’architetto e ovviamente sull’estetica la coinvolgiamo in pieno».

Ma quali sono i vantaggi della gestione familiare e quali i punti deboli?
«Sicuramente occorre trovare il giusto equilibrio: i legami familiari sono importanti perché ti consentono di avere interlocutori attenti che ci mettono il cuore in tutto, insomma il singolo proprietario ha sempre “le spalle coperte” derivanti proprio dal legame con la propria famiglia e dalla condivisione di tutte le esperienze, da sempre, che siano positive o negative. Lo svantaggio, se così vogliamo dire, deriva a volte nella gestione dei rapporti familiari, dagli equilibri che bisogna tenere, anche in considerazione dell’ingresso in azienda delle nuove generazioni. Lavorare in famiglia a volte ti fa perdere un po’ la lucidità nel valutare diverse situazioni, ed è qui che deve subentrare il buon senso e soprattutto il dialogo costante. Insomma, ragionare con mente e cuore sempre».

 

 

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