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Il mondo della pizza in Italia

Rassegna Stampa nr. 28/2019 – dal 2 all’8 aprile 2019

La nostra rassegna stampa offre una panoramica sul mondo della pizza: novità, curiosità, nuove aperture, consigli e tanto altro per restare in continuo aggiornamento.

Vediamo insieme quello di cui si è parlato in Italia dal 2 all’8 aprile 2019:

 

A cura di Bruna Sapere

 

Storie di grinta e caparbietà tutte al femminile. Giorgia Caporuscio, dal suo viaggio a New York per perfezionare l’inglese, a Pizza Academy Foundation, scuola di formazione per aspiranti pizzaioli. Nata e cresciuta a Terracina, appena diciannovenne parte per New York – giusto il tempo di imparare un po’ di inglese e fare nuove esperienze – lì dove suo padre Roberto ha aperto Kestè, punto di riferimento per gli amanti del cibo italiano. In breve tempo si innamora della cucina, tanto da voler diventare una pizzaiola e decidere che New York sarebbe diventata la sua casa. Il passo successivo è la decisione di insegnare l’arte pizzaiola aprendo una scuola e invitando altri partner a seguirla nel progetto. Nasce così Pizza Academy Foundation. I sogni di Giorgia non finiscono qui: il prossimo è di aprire una pizzeria tutta sua. Dopo l’annuncio della chiusura di Percorsi di Gusto a L’Aquila, arriva la comunicazione ufficiale: la chef e pizzaiola Marzia Buzzanca va a lavorare all’Hofstätter Garten, winebar e ristorante della cantina di Termeno in provincia di Bolzano, luogo in cui poter coltivare la sua passione per l’enologia, l’amore per la natura e la ricerca di materie prime pregiate.

Giorgia Caporuscio

Giorgia Caporuscio

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Nuove aperture da nord a sud che non coinvolgono solamente le grandi città e che sono accomunate da una proposta di qualità. A Faenza, da pochi mesi ha aperto le porte ‘O Fiore Mio Hub, ultimo e più importante progetto di Davide Fiorentini. Da una parte un punto vendita aperto dalle 07.30 alle 21.30, dall’altra un laboratorio di produzione artigianale che diventerà il punto di partenza per tutte le nuove aperture, in Italia e all’estero, del gruppo ‘O Fiore Mio. La presentazione è stata accompagnata da un proprio decalogo per la pizza i cui principi sono: valore, creatività, tecniche, eccellenza, nutrizione, tempo, per tutti i gusti, stagionalità, arte, gusto italiano. In Campania fanno capolino Trigo Pizza e Burger e Terra Mia – Pizza e fritti. Il primo a Teverola, piccolo comune agricolo dell’hinterland casertano, dove Michele Graziano, pizzaiolo che ha all’attivo diverse esperienze, offre un prodotto genuino, semplice e senza fronzoli, che lievita e matura per 36 ore. Idratata, digeribile, dal cornicione pronunciato e dal tipico profumo di grano sono i tratti distintivi della sua pizza. Terra Mia – Pizza e fritti si trova, invece, a Pontecagnano. Alfonso Esposito, dopo numerose esperienze in giro per il mondo, ha messo a punto un locale in cui la combinazione fritti e pizza funziona bene. Materie prime provenienti dalle migliori realtà locali arricchiscono una pizza di stile napoletano, lievitata per 24 ore a temperatura ambiente. A Cagliari c’è un nuovo punto di riferimento grazie a Sa Scolla. Dopo la prima apertura nel 2016 a Baradili, paese più piccolo della Sardegna, la pizzeria con cucina di campagna replica il format non lontano dal lungomare con un’offerta incentrata sulle materie prime del territorio, la Marmilla.

La pizza di Sa Scolla

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Grande attenzione all’ambiente e innovazione delle tecniche di lavorazione e panificazione caratterizzano un numero sempre crescente di pizzerie. Tra i locali “green” di Milano c’è Thursday Pizza, che pianta un albero per ogni pizza ordinata e che fa della sostenibilità e dell’atteggiamento eco-friendly un modus operandi: energia da fonti rinnovabili, farine integrali bio macinate a pietra, ingredienti italiani e stagionali e consegne con scooter elettrici. L’arte della panificazione, quando parliamo di Gennaro Nasti, si fonde con l’alta cucina, dando vita a creazioni gastronomiche con ingredienti di altissima qualità. Sulle tavole di Bijou porta un concetto quasi rivoluzionario: dare alla pizza una dignità gastronomica al pari della cucina d’autore, conquistando in tal modo i francesi. L’evoluzione della tecnica, fatta innanzitutto di studio e sperimentazione, ma anche di novità e diversità, permette di ottenere impasti sempre più leggeri e digeribili. Ciò comporta anche un adattamento della materia prima. Lo sa bene Antimo Caputo, amministratore delegato di Mulino Caputo, che ha dato vita alla nuova farina Nuvola.

Thursday Pizza

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Franco Gallifuoco pizzeria porta avanti con dedizione un lavoro di grande qualità. Oltre alle pizze tradizionali, qui troviamo le grotte, ossia i ripieni, il vero cavallo di battaglia. Mollica quasi del tutto assente, interno dedicato ad un ripieno dosato perfettamente, esterno insaporito da una spolverata di Parmigiano e un filo d’olio a conferire una crosta dorata e saporita. Per Gennaro Battiloro, invece, il suo Battil’oro Fuochi+Lieviti+Spiriti a Querceta, tranquillo borgo della Versilia, rappresenta un racconto di vita a partire dai colori decisi degli ambienti fino all’abbinamento pizza e cocktail, assoluto protagonista del locale, derivante da una passione che Gennaro si porta dietro da almeno vent’anni. Lo stile napoletano è modellato sulla sua personalità, in continua evoluzione e al passo con i tempi, mentre gli ingredienti che completano la proposta raccontano il territorio toscano e la sua infanzia. Ma che fine ha fatto il classico ripieno al forno? E’ stato sostituito principalmente dalla pizza fritta. A rilanciarlo è Marco Pellone di Ciro Pellone Pizzeria. Per lui non ci sono dubbi: solo la ricotta di pecora risponde ai requisiti di una cottura al forno, con la giusta compatezza che conserva asciutto l’interno del ripieno. Poi fiordilatte, in questo caso meglio della mozzarella, salame e, volendo, un po’ di pomodoro. La versione fritta resta comunque poco conosciuta rispetto alla pizza tradizionale, ma non a Napoli. Qui invece è un emblema e rappresenta la forza di tante donne che, attraverso la sua preparazione, hanno sfamato la città e le loro famiglie nell’immediato dopoguerra. Ogni buon napoletano ha un ricordo legato alla pizza fritta e ogni turista non può non mangiarne una a passeggio tra i vicoli. Un nome iconico legato alla pizza fritta è La Masardona che, poco distante dalla stazione, vede ai posti di comando Enzo Piccirillo e suo figlio Cristiano. Da oltre un anno alla prima insegna si è aggiunto anche un nuovo locale, in piazza della Vittoria a pochi passi dal lungomare di Napoli, dove troviamo un altro figlio di Enzo, Salvatore che, con la stessa abilità e precisione del padre, prepara ognuna delle centinaia di pizze in uscita. Alla Masardona continua a vivere anche il tradizionale binomio fritta e marsala, segno del rispetto e della passione che la famiglia Piccirillo ha per le proprie origini.

La Masardona - montanara con insalata, polpo, olive

La Masardona – montanara con insalata, polpo, olive

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Allevamenti di bufale e mozzarella di bufala anche in America meridionale: Brasile, Perù, Selva Amazzonica. Da Matria – il bel ristorante nel quartiere di Miraflores a Lima della chef peruviana di origini italiane Arlette Eulert – è possibile gustarla anche sulla pizza, preparata con lievito madre e cotta in forno elettrico con base in pietra refrattaria. Molto diversa dalla pizza italiana, è fatta da un disco di pasta sottile e leggerissimo, meno croccante della classica pizza romana.

La pizza peruviana di Arlette Eulert

La pizza peruviana di Arlette Eulert

Pizza On The RoadLa pizza peruviana di Arlette Eulert, con avocado e bufala amazzonica

 

Gli scherzi goliardici in occasione dell’1 aprile hanno colpito anche il mondo della pizza: l’apertura di una nuova pizzeria firmata Martucci e Sorbillo in quel di Caiazzo; l’annuncio di Alessandro Condurro sull’inserimento dell’olio d’oliva e delle pizze gourmet ne L’Antica Pizzeria Da Michele; l’arrivo della Tropical Pizza, con grosse fette di ananas, comunicato sulle pagine social della Pizzeria Capuano di piazza Vittoria.

Lo scherzo organizzato da Pepe, Martucci e Sorbillo

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Luciano Pignataro Wine&Food BlogScherzi da Primo d’Aprile: Martucci, Sorbillo, Pepe Condurro e il finto articolo di questo blog

Food MakersPizzeria Da Michele – Cambia tutto!

Il Mattino Capuano annuncia la pizza tropical: ironia e rabbia sui social, ma è un pesce d’aprile

 

• Al Castello Giusso di Vico Equense, un premio per i 50 anni di Pizza a Metro – Università della pizza, intitolato a Luigi Dell’Amura,  fondatore di Pizza a Metro, ed organizzato dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani per dare il giusto riconoscimento a chi ha contribuito a rendere Vico celebre nel mondo.

Ansa - Trofeo per i 50 anni di Pizza a Metro Università della pizza

Ansa – Trofeo per i 50 anni di Pizza a Metro Università della pizza

AnsaPizza a metro, un premio a Vico Equense

 


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